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DON GIOVANNI - Teatro Nuovo Giancarlo Menotti - Spoleto (Pg) 30 Giugno 2017 Ore 19.30

DON GIOVANNI - Teatro Nuovo Giancarlo Menotti - Spoleto (Pg) 30 Giugno 2017 Ore 19.30
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MOZART

DON GIOVANNI



libretto Lorenzo Da Ponte
direttore James Conlon
regia Giorgio Ferrara
drammaturgia Giorgio Ferrara, René de Ceccatty
scenografia Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo
costumi Maurizio Galante
luci Giorgio Ferrara, Fiammetta Baldiserri
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Orchestra Sinfonica Nazionale Conservatori Italiani
International Opera Choir
maestro del coro Gea Garatti
personaggi e interpreti
Don Giovanni Dimitris Tiliakos
Il commendatore Antonio Di Matteo
Donna Anna Lucia Cesaroni
Don Ottavio Brian Michael Moore
Donna Elvira Davinia Rodriguez
Leporello Andrea Concetti
Masetto Daniel Giulianini
Zerlina Arianna Vendittelli
progetto artistico Festival di Spoleto
prodotto da Fondazione Teatro Coccia
in collaborazione con Festival di Spoleto 60
Cartagena Festival Internacional de Música


La 60a edizione del Festival di Spoleto inaugura con il Don Giovanni di Mozart che va così a concludere il progetto artistico triennale della trilogia di Mozart/Da Ponte, realizzato grazie alla collaborazione con il Ravenna Festival, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il Teatro Coccia di Novara.
Don Giovanni - ossia Il dissoluto punito è la seconda delle tre opere italiane che il compositore austriaco scrisse su libretto di Lorenzo Da Ponte, il quale attinse a numerose fonti letterarie dell’epoca. Essa precede Così fan Tutte e segue Le nozze di Figaro e venne composta tra il marzo e l’ottobre del 1787, quando Mozart aveva 31 anni. Questo "dramma giocoso in due atti", nel quale Mozart ha coniugato in modo sublime drammaticità e comicità, musica e parola, realismo e invenzione, andò in scena per la prima volta al Teatro nazionale di Praga nell’autunno del 1787, dove fu "accolto con il più vivo entusiasmo" (come scrisse lo stesso Mozart all’amico von Jacquin) e da allora godette del privilegio di una vita scenica praticamente ininterrotta, essendo considerato durante tutto l’Ottocento l’opera per antonomasia e rappresentando di fatto una tappa obbligata nel repertorio dei più grandi interpreti e direttori del Novecento.

 

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