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Che succede quando la letteratura smette di raccontare la morte e prova ad abitarla? Quando i personaggi non vogliono più rappresentare il mondo, ma l’eterno che lo previene e che lo seguirà? E cosa succede se due scrittori irlandesi, amici durante gli anni di Dublino, immaginano quasi nello stesso momento due creature impossibili: un uomo che non invecchia mai e un morto che continua a vivere?
Il riflesso dell’ombra: la vera storia di Dracula e Dorian Gray è un viaggio nell’ombra luminosa del tardo Ottocento, tra i dublinesi Oscar Wilde e Bram Stoker, tra il volto eterno di Dorian Gray e il corpo immortale del conte Dracula. Due autori e due destini paralleli, due opere sul non morto che segnano la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra: da un lato il tramonto della grande stagione del grande romanzo vittoriano basato sull’azione realistica, dall’altro l’irruzione spettrale della modernità, con l’incursione nella psiche, nelle sue paure inconscie, nei suoi desideri inconfessabili, nei suoi fantasmi.
Mirko Zilahy e Enrico Terrinoni conducono il pubblico dentro una città in cui Wilde esce dal carcere di Reading proprio mentre Dracula entra nelle librerie inglesi; in cui il grido della banshee irlandese, lo spirito della morte, si confonde con il richiamo del vampiro. E un mondo in cui la letteratura diventa il limen imperscrutabile tra bellezza e decomposizione, tra desiderio d’eternità e paura della fine.
Attraverso lettere, romanzi, confessioni, poesie e testimonianze, lo spettacolo intreccia le vite dei due autori alle vite dei loro personaggi immortali. Dorian Gray e Dracula emergono così come figure speculari: uno condannato a restare giovane mentre il proprio ritratto decade; l’altro costretto a nutrirsi della vita altrui per sottrarsi alla morte. Entrambi creature dell’abisso, entrambi simboli di un’umanità che sogna di oltrepassare i propri limiti e finisce per smarrire sé stessa.
Il riflesso dell’ombra: la vera storia Dracula e Dorian Gray è un itinerario nell’invisibile, nel confine ambiguo tra vita e morte, memoria e oblio.
Enrico Terrinoni è Professore Ordinario all’Università per Stranieri di Perugia, ed è stato Professore distaccato presso L’Accademia dei Lincei, Visiting Professor presso University of Notre Dame e National Taiwan Normal University, Visting Scholar presso University College Dublin, Trinity College Dublin. Nel 2025 ha ricevuto dal Presidente d’Irlanda il Presidential Distinguished Service Award. Tra le sue pubblicazioni principali Oltre abita il silenzio. Tradurre la letteratura; Chi ha paura dei classici?; Su tutti i vivi e i morti: Joyce a Roma; La letteratura come materia oscura; La vita dell’altro. Svevo, Joyce: un’amicizia geniale; Leggere libri non serve. Sette brevi lezioni di letteratura. Ha pubblicato con i maggiori editori italiani (Mondadori, Einaudi, Adelphi, Feltrinelli, Bompiani). Tra i numerosi premi, Premio Napoli; Premio Capalbio, Premio Annibal Caro, Premio Giuria al Premio Viareggio-Répaci; Premio Giuria Premio Francesco De Sanctis; Premio Nazionale di Anglistica Sergio Perosa, Premio Von Rezzori Città di Firenze, Premio Fiuggi Storia, Premio Città di Cattolica; Premio Città di Como per la saggistica letteraria. È autore del romanzo A Beautiful Nothing (2024). Ha tradotto e curato libri di Nathaniel Hawthorne, Oscar Wilde, G.B. Shaw, Muriel Spark, Alasdair Gray, George Orwell e Vladimir Nabokov. Collabora con Il manifesto, Left, il Venerdì, Robinson, Il tascabile. Suoi contributi sono apparsi su La stampa, Il sole 24 ore, Il messaggero, Il Corriere della Sera e Doppiozero.
Mirko Zilahy è nato a Roma. Ha conseguito un Phd su Giorgio Manganelli presso il Trinity College di Dublino, dove ha insegnato Lingua e letteratura italiana. È stato cultore della materia di Lingua e Traduzione inglese presso l’università di Roma Tre e di Lingua e Letteratura Inglese presso l’Università per Stranieri di Perugia. Collabora con La Lettura del Corriere della Sera e suoi contributi sono apparsi su Il Manifesto, Il Messaggero e The Passenger-Irlanda. Ha curato per il Corriere della Sera la collana “Thriller psicologici” uscita nelle edicole. Ha lavorato per Fazi editore ed è stato editor della narrativa straniera per minimum fax nonché traduttore letterario dall’inglese di autori come Bram Stoker, John McGahern, John Boyle e Mat Osman (sue, tra le altre, Il Mago di Oz di Lyman Frank Baum per i Classici Bur Deluxe, Il cardellino di Donna Tartt, premio Pulitzer 2014 per Rizzoli e il bestseller Mystic River di Dennis Lehane per Longanesi). È così che si uccide, il romanzo con cui ha esordito nel 2016, è stato un grande successo internazionale di pubblico e critica. Sono seguiti La forma del buio (2017), Così crudele è la fine (2018) che concludono la Trilogia del caos con protagonista il commissario Mancini e il thriller geologico L’uomo del bosco (2021), tutti editi da Longanesi. Nel 2023 Nostra signora delle nuvole, uscito per HarperCollins, ha concorso al Premio Strega 2024.
La stanza delle ombre (Mondadori, 2025), primo romanzo con l’esperto d’arte Nemo Sperati che ha segnato il suo ritorno al thriller letterario, è stato finalista al premio Scerbanenco e ha vinto il premio Crapanzano. A giugno 2026 è uscito Il giardino delle ombre (Mondadori), il secondo capitolo della trilogia dedicata al crimine nel mondo dell’arte
Organizzatore: De Rerum Natura APS
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Tag: Enrico Terrinoni e Mirko Zilahy - Il riflesso dell’ombra: la vera storia di Dracula e Dorian Gray, Umbria Green Festival 2026
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